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Lettere ….di fine anno scolatico

Chi ha detto che oggi non si scrivono più lettere? Al Bramante-Genga  si scrivono ancora, soprattutto quando le emozioni sono tante, forti  e si  sente il bisogno  di esprimerle.

Riportiamo in questo spazio alcune delle lettere che hanno accompagnato, come un  saluto, l’ultimo giorno di questo anno scolastico.

Lo spazio è aperto ad ogni contributo!

 

 

La Dirigente Scolastica

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Vorrei rivolgere un saluto ed un ringraziamento innanzi tutto alle ragazze e ai ragazzi delle classi quinte con cui ho purtroppo condiviso solo un breve percorso: mi mancherete sì, anche se a volte mi avete fatto preoccupare, anche arrabbiare, ma mi avete dato tante belle soddisfazioni e vi porterò nel mio cuore.

 

Sono convinta che la scuola sia la palestra dei fondamenti del sapere e crocevia del futuro, se crediamo con Nieztsche che ad essa spetta il compito di formare cittadini “consapevoli”.

La scuola è una realtà destinata a rimanere una esperienza indelebile nella vita di ognuno di noi, anche se evocatrice di ricordi e di definizioni di segno diverso: una stagione della nostra vita, un titolo di studio, la cenerentola dei nostri Ministeri, il ricordo di un ottimo insegnante, l’origine dei nostri fallimenti o successi.

Care ragazze e ragazzi, non scoraggiatevi mai, qualsiasi cosa accada intorno a voi. Gli ostacoli non vi devono necessariamente fermare, vanno affrontati, non evitati.

 

Di qui a poco dovrete affrontare questo benedetto esame, affrontatelo con serietà certamente, ma anche con serenità, chiamate a raccolta tutte le vostre energie per chiudere il vostro percorso scolastico nel modo più soddisfacente per voi, innanzi tutto, per i vostri genitori, e anche per i vostri docenti che in questi anni vi hanno visto crescere, diventare adulti, vi hanno supportato, ma anche sopportato in alcuni momenti.

A voi ragazze e ragazzi faccio un grande in bocca al lupo per questo prossimo traguardo!

 

Un caro saluto anche a tutte le ragazze e ragazzi delle altre classi, noi ci rivedremo dopo la pausa estiva, belli carichi per ricominciare un nuovo anno scolastico ricco di novità! Portate il mio saluto anche alle vostre famiglie, mi raccomando!

 

Ai docenti, questo è solo il secondo anno che sono con voi, ci vuole tempo per conoscersi, ma posso dirvi con tutta sincerità che sono davvero contenta di essere approdata in questa scuola, stiamo facendo tante belle cose insieme e come dice Madre Teresa di Calcutta “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” E ancora “Io posso fare cose che tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso, insieme possiamo fare grandi cose

Cari docenti, avete un compito assai delicato e faticoso, ma anche meraviglioso quando vedete i risultati del vostro lavoro sui nostri ragazzi. Parlate loro con tenerezza, ma con fermezza. Lasciate che ci sia gentilezza sul vostro volto, nei vostri occhi, nel vostro sorriso; date loro anche il vostro cuore, non solo le vostre cure. Rita Levi Montalcini dice:” Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo e come medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”. E voi cari docenti sapete bene quanto sia fondamentale saper emozionare!

 

Un pensiero affettuoso anche a tutto il personale ATA, Prof.senza di voi la scuola non potrebbe proprio funzionare, e allora, anche se a volte mi avete visto non proprio di buon umore o non sempre cortese, di questo mi scuso, vi dico un grazie di cuore per essere riusciti a fare anche in condizioni non sempre favorevoli, tutto quanto vi è stato richiesto.

 

Grazie a tutti

Prof. Anna Gennari

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Prof. Angela guardato

Pesaro, 8/6/2019
Con queste poche righe vi saluto.
Abbiamo trascorso insieme un pezzetto piccolo di vita, ma alla fine anche grande: almeno
600 giorni di scuola. Non nego che la fine delle lezioni mi porterà un pò; di requie dalle
arrabbiature, le alzate di voce e di pressione (per cui avevo anche comperato l’orologino
ad hoc! ), ma sicuramente tra non molto avvertirò la mancanza delle vostre faccette
sfrontate e pazze! E anche se non ci credete, anche io vi mancherò! Ma questo arriverà
più avanti. Molte cose arrivano più avanti.
Quindi non voglio stare a fare prediche scontate o replicare frasi lacrimevoli. Mi limito a
dirvi alcune cose: come che alla fine questo non è un addio, ma un arrivederci, perchè chi
non si vuole perdere, alla fine non si perde mai del tutto.
Anzi, se volete sapere una curiosità, Dirac, un fisico britannico, parlava di entanglement
quantistico, che senza farla troppo difficile afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra
loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere
descritti come due sistemi distinti, ma diventano un unico sistema”. Quindi se avete avuto
a che fare con qualcuno, nel bene o nel male, le vostre vite si sono influenzate tra loro, e
voi rimarrete in qualche modo legati per sempre tra voi. Anche se si tratta di qualcuno che
forse non rivedrete più. Quindi i veri addii in fondo non esistono. E se lo dice la fisica, io ci
credo!
Posso darvi qualche consiglio, che probabilmente non ascolterete, o forse sì.
Cercate di essere onesti, di essere sinceri (dal latino sine cera: senza cera, usata dagli
scultori per rimediare ai difetti:) quindi siate così come siete, senza nascondere i lati
oscuri, perchè anche quelli fanno parte di voi, e chi vi amerà davvero lo farà anche per
quelli. Ma amatevi voi, per primi, o nessuno potrà farlo.
Siate curiosi ed interessati; chiedetevi il perchè delle cose prima di giudicare (ricordate la
differenza tra il comico e l’umoristico di Pirandello, vero?)
Stupitevi; fate del vostro meglio; non sprecate; fate qualche pazzia, ma non tale da non
poter porvi rimedio! Guardate un tramonto e un’alba dal vivo, ogni tanto.
Leggete, per favore leggete, fossero anche i libretti delle istruzioni! Perchè una persona
che sa parlare è un passo avanti alle altre; se è anche istruita, due; se anche colta, tre!
Perchè una persona ignorante è più facile da raggirare.
Accettate i diversi, di qualunque diversità stiamo parlando. La diversità non nuoce,
arricchisce solo.
Meditate ogni tanto e state in silenzio. Ma soprattutto, come dice un vecchio saggio, se
non sapete proprio cosa fare in una situazione, non fate niente. Almeno per un pò.
Non tradite, in generale. La fiducia è difficile da ricostruire.
Parlate, fatevi ascoltare, ma ascoltate anche; mettetevi in discussione, sempre.

Fate del bene. Fa bene all’anima. La sera pensate a tre cose: cosa ho fatto di buono per
me? Cosa ho fatto di buono per gli altri? In cosa posso migliorare? A fine giornata o a fine
settimana, annotate tre cose buone che avete fatto; vi darà lo sprint per continuare.
Consolate chi soffre e non abbiate paura di chiedere aiuto; anche questo conta e c'è chi
non sa farlo.
Non date per scontato niente, perchè niente vi è dovuto, nemmeno il fatto di avere una
casa ed una famiglia, cose che in tanti non hanno più.
Cantate, ballate, guardate film, disegnate, fate foto, siate creativi ogni tanto. Non trattenete
le emozioni, ma non lasciate che vi schiaccino. Se siete arrabbiati, va bene, ma chiedetevi
anche perchè lo siete.
Sperate sempre, ma senza fare castelli in aria. Non vi dico: amate, perchè non ce n’è
bisogno, ma vi dico: siate gentili, con la gentilezza si ottengono cose insperate.
Ringraziate chi vi ha reso migliori e siate umili. La protervia (superbia) non giova mai.
Insomma: non siate indifferenti alla vita, perchè questa passa davvero in un soffio. Tutto
passa: anche il dolore. E la felicità è più uno stato mentale, che reale: se decidete di
essere felici per davvero, probabilmente lo sarete, a prescindere da tutto.
Basta, ho già scritto troppo.
Grazie per esserci stati, per avermi fatto mettere in discussione, e chiedo venia (perdono!)
se (forse) avrei potuto fare di più.
Un abbraccio e a presto
Angela Guardato

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Prof. Patrizia Lucangeli

 

AI NOSTRI STUDENTI DELLE CLASSI QUINTE

CIÒ CHE RESTA

“ …MENO TRE, MENO DUE, MENO UNO…..FINITAAAAAAAAAAAA!!!!!!”
COME DOPO UN’ONDA CHE ROTOLA VIA VELOCE FRA LE TANTE SCALE, LA SCUOLA E’ SUBITO VUOTA.
NELL’ARIA NON E’ RESTATA NEPPURE UNA NOTA DELLA MUSICA ASSORDANTE DI STAMATTINA, NESSUNO
DEI COLORI DELLE LORO TSHIRT, NEPPURE UN RICHIAMO NELL’ARIA, UN SALUTO, UNA RISATA.
NON C’E’ PIU’ TRACCIA DEGLI ABBRACCI SUDATI, DEL VAGARE OZIOSO E LIBERATORIO A COPPIE O GRUPPI,
E DI QUELL’EUFORIA CONTAGIOSA CHE COME UN RITO PAGANO SI CELEBRA OGNI GIUGNO, PIU’ O
MENO DI QUESTI GIORNI.
NESSUNO NELLE AULE, NESSUNO ALLE MACCHINETTE. CORRIDOI DESERTI.
NELLA SCUOLA INNATURALMENTE VUOTA ORA RISUONANO SOLTANTO PASSI FELPATI ED AFFACCENDATI.
RESTA IL SILENZIO, RESTA LA TESTA CONFUSA E LEGGERA, RESTA UN SORRISO APPICCICATO LI’ CHE NON
SAI SE TRATTENERE O LASCIAR ANDARE.
PERCHE’ LORO NON LO SANNO, MA TU SI’.
PERCHE’ PER LORO E’ TUTTO NUOVO, ANCHE NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI E’ NUOVA ED E’ LA LORO.
ANCHE LA COMMOZIONE E’ UNA LORO SCOPERTA, QUEL SENTIRSI OGGI PIU’ UNITI CHE MAI, SODALI E
PARTECIPI, TUTTI COSI’ EBBRI DI GIOIA E DI EMOZIONI, IN BILICO FRA UN SOLLIEVO APPENA ARRIVATO ED
UNA MINACCIA CHE LI ATTENDE FRA SOLO POCHI GIORNI.
E’ NUOVO L’ESAME CHE DOVRANNO AFFRONTARE, E’ NUOVO QUESTO CALDO MATTINO DI GIUGNO IN CUI
SI LASCIA LA SCUOLA PER SEMPRE.
PERCHE’ PER LORO QUESTA E’ LA PRIMA, IL DEBUTTO.
E FINCHE’ LORO SONO STATI CON NOI, PER MESI, PER GIORNI, PER ORE INFINITE…FINO AD UN ATTIMO FA
QUINDI, E’ STATO UN PO’ NUOVO ANCHE PER NOI.
RINNOVELLATO, COME DICONO I POETI.
NEL VORTICE CON LORO CI ENTRIAMO ANCHE NOI PROFESSORI , OGNI VOLTA, QUASI IMMEMORI,
SMEMORATI, COME SE NON LO AVESSIMO GIA’ FATTO E VISSUTO TANTE VOLTE QUEL QUINTO ANNO DI
TREPIDAZIONE E FATICA; COME SE FOSSIMO ANCHE NOI, CON LORO, AD UNA PROVA DI MATURITA’.
CO-INVOLTI NELLA STESSA BOLLA DI ATTESA, DELICATADA SOFFIARCI DENTRO MA ENTUSIASMANTE E UN
PO’ MAGICA.
L’ALCHIMIA DELLA SCUOLA CREA INFATTI QUESTO PRODIGI : RINNOVA OGNI ANNO UN CONTRATTO
IMPEGNATIVO, QUASI UNA SFIDA CONTRO IL TEMPO E LE MILLE INSIDIE IN AGGUATO IN OGNI ANNO
SCOLASTICO: IL NEVONE, L’EPIDEMIA INFLUENZALE, GLI SCIOPERI DEI TRASPORTI, IL GIRO D’ITALIA, I
PROGETTI DEI COLLEGHI CHE CADONO SEMPRE- MANNAGGIA- NELLE TUE ORE… NON CI SI ARRENDE, UN
RITOCCHINO QUA E LA’ E LI SI PORTA AVANTI CON CONVINZIONE E TENACIA, SPESSO CON SFORZO , IN
UNA CORSA CHE A VOLTE DIVENTA FRENETICA: L’ULTIMO ARGOMENTO, L’ULTIMA INTERROGAZIONE.

E POI ARRIVA GIUGNO. STOP. ULTIMA FERMATA. QUI SI SCENDE, RAGAZZI.
SCENDIAMO TUTTI. E’ TEMPO DI SCENDERE

“C’E’ UN TEMPO BELLISSIMO, TUTTO SUDATO
UNA STAGIONE RIBELLE
L’ISTANTE IN CUI SCOCCA L’UNICA FRECCIA
CHE ARRIVA ALLA VOLTA CELESTE
E TRAFIGGE LE STELLE…”
(IVANO FOSSATI, C’E’ TEMPO)
QUEL TEMPO BELLISSIMO E SUDATO E’ ORA.
ORA, E’ L’ISTANTE DELLA VOSTRA FRECCIA ALLA VOLTA CELESTE.
STA A VOI, ORA, ARRIVARE ALLE STELLE.
IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZI
PATRIZIA LUCANGELI

 

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Gli studenti dell’indirizzo tecnologico

 

Sono volati!
Macché, sono stati lunghissimi!!!
A volte sembrava non sarebbero mai terminati, altre volte i giorni SONO SCIVOLATI via
VELOCI.
In un modo o nell’altro, ora PERO’ sono davvero finiti…salvo sgradevoli sorprese, a cui
ORA non vogliamo pensare, questi cinque anni di scuola ora sono davvero terminati.
Oggi è il momento dei saluti e  degli abbracci, che si fanno spazio  fra gli innumerevoli
ricordi che lasceremo qui, fra questi corridoi e queste  aule, nel cortile, in palestra,
nell’atrio…
In una sua celebre vignetta, Altan diceva “Mi piace andare a scuola, perché da grande
faremo delle cene con tutti gli ex compagni di scuola”.
Perché no? Anche questo è un buon motivo.  E chissà quanto rideremo, quando ci
rivedremo, fra qualche anno, e  fra una birra e una pizza ci metteremo a ricordare…”Vi
ricordate quella volta che…?”  Sarà buffo e bellissimo immergerci nei ricordi di questi anni.
E chissà quante volte in futuro sogneremo  quei mattini invernali nelle nostre  aule dai vetri
appannati e  i nostri ingressi in aula,  insonnoliti ed infreddoliti, preoccupati, euforici,
incerti.  E poi le mille risate incontenibili, gli scherzi, le cavolate che capivamo solo noi,
quasi in un codice segreto.  Le discussioni, le incomprensioni ma anche le mille volte in cui
ci siamo detti  “ Ci sono io, ti do una mano”. “Non preoccuparti, ce la facciamo”.
Siamo stati una buona squadra, più o meno compatta, più o meno sgangherata, un po’
burlona, poco seria a volte, ma nell’insieme speriamo di lasciare un buon ricordo   di noi ai
nostri docenti , alla preside, al personale non docente.
.
Ci sono stati giorni in cui abbiamo pensato di mollare, altri in cui ci siamo detti che
potevamo farcela ma quasi mai siamo stati del tutto soli di fronte a questi bivi.  Accanto
c’era  sempre qualcuno: un compagno, a volte. Altre volte, magari, un bidello che ci ha
asciugato qualche lacrima  ma più spesso è capitato che accanto trovassimo uno dei
nostri  insegnanti, quello  che aveva colto prima degli altri che qualcosa forse non stava
andando benissimo, per noi.
Piero Angela ripete spesso che l’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la
cosa più preziosa che possiede suo figlio,  cioè il suo  il cervello, e  al quale lo Stato affida
la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, che faranno il paese di domani.
Noi sappiamo di essere stati, da entrambe le parti, affidati ad ottime mani,  che ci hanno
saputo incoraggiare e guidare. Insieme a loro abbiamo fatto mille esperienze, nelle aule e
fuori, in Italia e all’estero. Abbiamo dovuto imparare a parlare davanti ad un prof seduto in
cattedra ma più tardi anche davanti a platee più esigenti. Siamo stati invitati a confrontarci
con altri studenti di altre città, a produrre idee e progetti, a raccontarli, a non aver timore
delle sfide, pronti però anche agli insuccessi.

E’ quasi buffo pensare a quanto quegli interminabili anni di superiori siano in realtà volati
ora che siamo giunti al termine di questo percorso, di quanto sembri strano ripensare al
primo giorno di scuola, quando emozionati ci avvicinavamo alla porta con entusiasmo, tutti
vestiti bene e con lo zainetto nuovo.
E forse solo adesso, alla fine del gioco, ci rendiamo conto di quanto ci abbia lasciato come
persone, di quanto quei lavori, quelle verifiche, quelle interrogazioni, quelle consegne sulla
FAD a mezzanotte con gli occhi stanchi davanti allo schermo ci abbiamo insegnato ad
essere responsabili, a conoscere i nostri limiti, a dedicarci completamente alla costruzione
del nostro carattere e del nostro futuro.
”Dove saremo tra qualche anno?”.

E’ la domanda che risuona nella testa di tutti noi ragazzi che abbiamo appena terminato
un percorso che non sarà l’ultimo, ma siamo certi che ovunque ci troveremo, di fronte ad
un colloquio, una giornata lavorativa, un esame universitario o altri ostacoli a cui il futuro ci
sottoporrà, noi sapremo ritrovare quella forza e quella determinazione che i nostri
insegnanti hanno fatto emergere durante questo cammino.
Per questo il nostro ringraziamento più grande è dedicato proprio a Voi, nostri insegnanti,
che a partire dai più permissivi e comprensivi, fino ad arrivare ai più severi ed esigenti, ci
avete formato e preparato per questa ultima prova, l’esame di Stato, che ci aprirà nuovi
orizzonti e ci farà mettere piede in quella che è la realtà della vita.
Di tutto ciò vi vogliamo ringraziare. Tutti, a cominciare dalla dirigente scolastica e a
procedere avendo in mente, uno ad uno, tutti i nostri docenti, il personale di segreteria, i
collaboratori scolastici.
A tutti voi il nostro grazie.
Gli studenti dell’indirizzo tecnologico

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Emanuele Bertuccioli  (studente dell’indirizzo economico e rappresentante d’istituto)

Oggi, 8 Giugno 2019, per l’ultima volta nella nostra vita, ci siamo
messi lo zaino in spalla, abbiamo parcheggiato il motorino qua
davanti, abbiamo fatto l’ultima chiaccherata e l’ultima sigaretta
prima di entrare.

Non è facile descrivere la sensazione che si prova, ho le vertigini.
Non è facile voltare pagina, non è facile lasciarsi tutto alle spalle
per diventare grandi, ma questo purtroppo è il destino che
toccherà ad ognuno di noi.

5 anni sono solo una piccola parte della nostra vita, che
all’apparenza sembra insignificante, ma in realtà è fondamentale
per costruire le persone che saremo in futuro.
5 anni sembrano non dover passare mai, e invece volano, volano
così veloce che siamo noi a rincorrere il tempo, che spesso non ti
lascia spazio per comprendere la bellezza degli anni che stai
vivendo.

Godetevi ogni attimo, godetevi ogni risata in classe, ogni litigata
ed ogni pianto, perché il tempo trascorso qui dentro non lo
vivrete mai più da nessun’altra parte.

Ringrazio tutte le persone che ho conosciuto nell’arco del mio
percorso,
In primis la mia magnifica classe, è anche grazie a loro se ho
scritto questo breve discorso, perché mi hanno fatto capire
veramente quanto è importante il legame che corre tra di noi
Ringrazio i bidelli per le infinite chiaccherate fuori dalla classe
Ringrazio tutti i ragazzi che votandomi, mi hanno permesso di
fare il rappresentante per due anni
Ringrazio i prof, che nonostante tutte le litigate, ci aiutano a
capire cosa significa diventare adulti
Ringrazio la Preside per averci sopportato per due anni con tutte
le nostre proposte irrealizzabili

QUINDI PER L’ULTIMA VOLTA CON QUESTO MICROFONO IN
MANO VI DICO GRAZIE, GRAZIE DI CUORE.