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Il miracolo, la magia ed il prodigio! ….Asia D’Arcangelo

La vedi entrare nell’aula gremita di studenti, fra il caldo e la confusione dell’ultimo giorno di scuola. E’  sicura e sorridente, minuta nei suoi jeans aderenti  e le scarpe da ginnastica, con gli occhialini da intellettuale poggiati su uno sguardo  simpatico e un po’ irriverente. Con lei entrano un ragazzo e una ragazza e ti aspetti che i tre siano lì per accomodarsi fra le poltroncine della platea, accanto agli altri  studenti che stanno prendendo posto.

Ed invece Asia D’Arcangelo avanza sicura  verso lo spazio riservato ai relatori e, insieme ai sue due amici, si siede e ci guarda. Serafica. Sorridente. Anzi, anche un po’ sorniona e divertita mentre intorno a lei la tecnologia fa i capricci e blocca i collegamenti Skype e  tutti noi ci affanniamo, agitiamo e preoccupiamo per la buona riuscita di questo piccolo evento. Lei no, lei sorride e aspetta. “Non sono certo questi, i problemi” dirà, un’oretta più tardi, quando commenterà l’empasse iniziale  alla fine dell’incontro, dopo averci tenuti tutti per quei sessanta minuti con il  fiato  sospeso, ammutoliti, ma già conquistati da lei e dalla sua storia.

Una storia che a raccontarla sembra quasi impossibile, se a farlo è lei, seduta sulla cattedra con le gambe che ciondolano come fanno gli adolescenti quando sono rilassati. Lei parla e racconta ma  intanto dietro vedi scorrere le immagini  della sua storia narrata in un video, le pagine di una vicenda così assurda e spietata che  si ha quasi il pudore di riferirle, perché le si sminuirebbe. Perché non abbiamo le parole per farlo con la necessaria forza e con la necessaria  delicatezza.  Lei è lì, e racconta. “Che io sia qui è un miracolo, una magia, un prodigio…scegliete quella che più vi piace come spiegazione” dice ai ragazzi. Due trapianti di polmoni sono davvero una sfida verso il limite. La scienza ha regalato ad Asia una tecnologia pionieristica ma lei ci ha messo una straordinaria passione per la vita, una voglia di vivere tutto, o comunque tutto ciò che è possibile, pur nei limiti di un’esistenza che di sicuro non è facile.

E mentre la storia si delinea,  da quella bambina che sorride all’obiettivo nei primi scatti  si arriva al volto dolcissimo e bello  di una teen-ager con le braccia piena di aghi, nei letti di mille ospedali, nella sofferenza più totale,  ma anche nei teatri dove porta il musical in cui canta, a casa con la sua famiglia, con gli amici, con il suo piano. La scuola, la musica, gli amici, l’università,  l’amore: nella vita di Asia c’è posto per tutto. La malattia l’ha fatta spesso   inciampare ma lei ogni volta si è rialzata, ha spolverato  un po’ la sua corona e poi se l’è rimessa  sulla testa . Perché sono queste le uniche vere principesse: quelle come Asia,  che di bello non ha solo il sorriso, il nome, i lineamenti, ma anche lo splendore del coraggio e la luminescenza delle fate che sanno sconfiggere il male e far trionfare comunque la bellezza.

Asia è un bel regalo per chi le sta accanto. Per tutte quelle persone che hanno pregato per lei con le parole di tante diverse religioni, o semplicemente incrociando le dita e dedicandole un pensiero di forza, di energia, quando era nelle situazioni più drammatiche. Ma anche per chi con lei divide la sua genuina e semplice allegria, la sua freschezza giovane.

Luminosa come i girasoli, delicata come una stella di mare, vitale come le spighe di grano: con questi simboli l’abbiamo voluta salutare, alla fine del nostro incontro, oltre che con i nostri calorosissimi  ed emozionati applausi.

 

Patrizia Lucangeli

 

 

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