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MI SONO SENTITO A CASA ANCHE LÀ

 

Il Bramante-Genga di nuovo in volo. E questa volta a prenderlo sono stati alcuni studenti del nostro Istituto(classi partecipanti: 2°C, 2°M, 3°N, 4°N, 4°M), con direzione  Munster, in attesa di essere dichiarata dall’UNESCO città della pace.  Organizzati, coinvolti ed accompagnati dalla loro professoressa di tedesco Marzia Pierluigi, i ragazzi hanno infatti  vissuto un bellissimo gemellaggio con lo Schiller-gymnasium di Münster, in Nordrhein-Westfalen, dal 2 al 9 maggio.

Dopo aver ospitato  presso le loro famiglie e nella nostra scuola i ragazzi tedeschi, è stata la volta degli studenti del Bramante-Genga che  con altrettanto  calore sono stati inseriti  nelle loro case  ed hanno poi  frequentato le loro lezioni.

Tre dei partecipanti, le allieve Bologni, Coculla e Torriani, ci hanno raccontato la loro esperienza.

Il gemellaggio  è  una grandissima e bellissima lezione di vita, perché si è  circondati da persone a noi sconosciute, perciò bisogna imparare a dialogare e a relazionarsi, cercando di mettere da parte il lato più timido e orgoglioso della nostra personalità”.  “Infatti è vero, , ti porta a vivere con il tuo “gemello” 24 ore su 24. Si va a scuola insieme, si mangia insieme, si esce insieme, insomma si fanno insieme tutte  le attività che l’altro ha in programma nella sua vita quotidiana”.

“Sì scopre totalmente un altro modo di pensare, altri usi e costumi”, aggiunge una di loro, che ci tiene a sottolineare il grande valore culturale del gemellaggio. “Attraverso queste esperienze si possono conoscere ed apprezzare le diverse arti e le culture di un altro paese, soprattutto grazie alle visite pomeridiane organizzate dalle scuole per noi giovani”.

Il gemellaggio ti arricchisce culturalmente e scolasticamente, ma soprattutto umanamente. Oltre a stringere un forte legame con i ragazzi provenienti da altri paesi, si stringe con naturalezza un’amicizia con gli altri ragazzi italiani che partecipano a queste esperienze. Sono cose che quando la scuola propone bisogna saper prendere al balzo”.

Un’esperienza formativa grandiosa, dunque, che le ragazze ci raccontano con il bagliore degli occhi di chi ancora assapora la felicità e la bellezza di quei giorni e di ciò che essi hanno lasciato in loro.  “ Viaggiando attraverso la modalità del gemellaggio si trovano persone davvero speciali,  che nonostante le diversità sono sempre pronte con il sorriso per te”, concludono e…“Finché non si vivono in prima persona uno non potrà capire, il vero significato della frase: “Mi sono sentito a casa anche là”.

Cosa aggiungere? Le loro parole sono le migliori che si potessero trovare per  raccontare questa bella esperienza di vita scolastica oltre le frontiere. Possiamo solo aggiungere un ringraziamento alle docenti che hanno saputo organizzarla e che si sono rese disponibili a condividerla con i loro allievi.

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