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“BRAVA ANASTASIA!”

 

Anastasia Polito ha quindici anni e frequenta la classe II M dell’ISTITUTO BRAMANTE-GENGA, indirizzo economico.  Nella sua classe, quest’anno l’argomento “bullismo” è stato trattato  a lungo e con vari docenti ma soprattutto con  la professoressa di Diritto, Lidia Maria Mariotti,  referente d’Istituto per questa tematica a cui dedica particolare  attenzione e cura. Anastasia ed i compagni hanno  ascoltato le sue lezioni, hanno appreso molto sui modi e sui linguaggi del fenomeno bullismo,   si sono confrontati con drammatiche storie di cronaca ed hanno compreso  quanto sia facile scivolare oltre l’orlo del consentito ed invadere la zona del dolore.  Imparare significa però anche responsabilizzarsi: dal momento in cui scopri, apprendi e sai,  devi necessariamente uscire dalla zona grigia dell’inconsapevolezza. Da quel momento, non potrai più fingere di ignorare quanto grandi siano le piaghe che  si possono provocare con gli atteggiamenti, con le parole, con i social, con le scelte che si compiono in  ogni singolo attimo della nostra vita. Recenti sondaggi mostrano che in Europa un adolescente su quattro ha avuto almeno una volta a che fare (vittima, spettatore o «carnefice») con questo fenomeno. Intervenire è dunque più che mai importante.

Questa consapevolezza, questa crescita interiore, in Anastasia, ha trovato le parole  nella poesia, in quel formidabile strumento di comunicazione che, giorno dopo giorno, stava imparando a scoprire sempre di più grazie  alle lezioni della professoressa  Maria Teresa Battaglia. E’ nato così un testo delicato e forte, genuino e sincero. Questo:

“Ci sono persone, e persone”

C’è chi con le parole conquista,

conquista fiducia, stima, sorrisi,

e chi con le parole distrugge,

distrugge anime, sentimenti, pensieri.

Li calpesta come si fa con una sigaretta da spegnere

Come si fa con le cose inutili,

che non servono più.

 

C’è chi con le mani crea,

e chi con le mani ferisce,

ferisce persone deboli,

che nel loro essere sono speciali, essenziali

ma più debole del ferito

è  chi ferisce

che inconsciamente spegne persone,

come l’interruttore spegne la luce.

Tutto scompare, tutto

Va in cortocircuito,

confusione, solitudine, silenzio

non riesci a rimanere a galla,

non riesci a scalare la montagna

verso la felicità, rimane il buio,

solamente

il buio.

Perché tanto odio?

 

Il componimento di Anastasia meritava attenzione. Le docenti l’hanno inviato alla commissione esaminatrice del concorso UNA POESIA CONTRO LA VIOLENZA, uno degli atti che hanno caratterizzato l’evento cittadino “VOGLIO SOLO BACI”, promosso da ONLUS GULLIVER (associazione di volontariato) e sostenuto dal comune di Pesaro, dalla Provincia, dal  Consiglio regionale e  da numerosi enti ed associazioni del territorio. L’evento , finalizzato a promuovere una maggiore sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e sul fenomeno del bullismo,  prevedeva appunto un concorso di poesia sulla tematica in questione.

La nostra alunna si è distinta fra i molti partecipanti, classificandosi  fra i primi dieci finalisti   ed ha ricevuto un  meritato attestato di benemerenza per la partecipazione, la sensibilità  e l’impegno dimostrati nel contrastare il fenomeno attraverso la sua intensa interpretazione poetica.

BRAVA ANASTASIA!

Post expires at 8:46am on Tuesday 4th June, 2019