4 _ Notizia

“Perché la speranza o è per tutti o non è speranza”.

IMG-20181011-WA0025

 

 

“Perché la speranza o è per tutti o non è speranza”.

Così si è aperto l’emozionante momento di  incontro che Don Luigi Ciotti  ha avuto con gli studenti di Pesaro il 10 Ottobre,   in occasione della Giornata che la nostra città ha scelto per commemorare  la figura di Don Gaudiano e per ricordare il valore della solidarietà.

Una mattinata davvero insolita, densa di momenti emozionanti, a partire dallo spettacolo “Non c’è più religione” del gruppo teatrale Porto Ceis-Teatro galleggiante, che integra persone in handicap fisico e psichico. Luminosi, ironici, teneri, divertenti e convincenti, i ragazzi sul palco hanno raccontato la figura di Don Gaudiano  ambientando la sua vicenda umana  nell’incontro con  una classe di studenti del 1968, alle prese con i grandi cambiamenti sociali di quegli anni e soprattutto con l’acquisizione di una dimensione critica verso il sistema e solidale verso gli ultimi. Una tematica forte del testo rappresentato è infatti quella della reclusione dei diversi, dei malati psichici  chiusi nei manicomi fino alla legge Basaglia, che restituì dignità  ai più deboli fra i deboli della società dell’epoca: a coloro che non avevano più voce.

E proprio da quegli ultimi fra gli ultimi è iniziato l’intervento di Don Ciotti che per quasi tre ore ha tenuto la platea  sospesa al filo delle due parole chiave scelte come tema della giornata, Solidarietà e Giustizia, alla ricerca delle risposte alla domanda che le collegava: “Sono ancora possibili, oggi?”

“Cos’è la Solidarietà? Solidale deriva da solidus, ovvero ciò che è solido, robusto, concreto, fattivo. Solidarietà dunque è fare, è preparazione, è competenza. Oggi abbiamo svuotato di senso questa parola,  l’abbiamo abusata, trasformata in una sorta di prossimità emotiva, senza un reale e robusto coinvolgimento”. Io sto con Parigi, Je suis Charlie…e poi ognuno continua la propria vita, la propria strada; invece servono impegno, coraggio, responsabilità e conoscenza, per essere solidali.  E soprattutto serve essere numerosi,  per procedere insieme e per obiettivi comuni.

IMG-20181011-WA0023

 

 

 

 

Un pubblico in gran parte fatto di giovani, viene così progressivamente conquistato dal crescendo argomentativo del sacerdote che si è via via  addensato intorno ad alcune parole chiave.

LA POLITICA “…l’impegno morale non può e non deve sostituirsi a quello della politica perché”, e qui don Ciotti cita Papa Francesco “Non servono gli atti sporadici, ma bisogna affrontare le cause strutturali della povertà e dell’emarginazione, le loro radici economiche e sociali”. La nostra Costituzione, infatti, nomina la parola solidarietà solo dopo aver trattato dei diritti dei cittadini e dell’impegno dello Stato nel garantire quei diritti; questo non può delegarli quindi alla buona volontà dei singoli o delle associazioni,  ma deve  farsene carico, per garantire a tutti ed a ciascuno la dignità”.

LA DIGNITA’ è la seconda parola.  Don Ciotti ricorda più volte le origini umili della sua famiglia e descrive  la profonda dignità di quella povertà.  Invita i giovani a guardare oltre le apparenze, oltre gli steccati  “Fatevi raggiungere dai dubbi, i dubbi sono più importanti delle certezze.  E siate sempre pronti ad accogliere lo stupore, la curiosità, la voglia di conoscere, di scendere in profondità”..

LA VELOCITÀ Tutto corre troppo veloce oggi, e ciò ostacola la riflessione, il pensiero critico. Non si approfondisce più nulla, si viaggia sulla superficie delle cose e delle relazioni e si percepisce il tempo come nemico. Invece il tempo è vita e la vita è tempo…non vanno sprecati entrambi.  Dobbiamo essere capaci di rallentare, di fermarci a volte,per cogliere la passione e la bellezza della vita”.

LA RELAZIONE E LA CONOSCENZA Sono le due parole da perseguire, soprattutto nella nostra società apparentemente social ma in realtà  dannatamente misantropa. Oggi confondiamo lo scambio di informazioni con lo scambio  umano che le vere relazioni  presuppongono, tutti avvolti ed intorpiditi da una digitalizzazione estrema  che ci rende superficiali, immersi in un presente smemorato e vago.

LA GIUSTIZIA “La Giustizia è il riconoscimento della dignità e della libertà dell’altro, deve tendere al Bene Comune. Per questo scopo è nata la democrazia, ma essa presuppone una ricerca ed uno sforzo comune, un impegno dei cittadini a sentirsi collettività, e quindi responsabili anche delle sorti  degli altri. Se ciò non accade, diventa solo una parola vuota. E di parole vuote oggi ce ne sono troppe, e queste si mischiano alle tante parole di odio, di violenza aggressiva, fosse anche solo verbale. Etichettiamo, escludiamo, identifichiamo e stigmatizziamo il diverso, come se non fossimo più capaci di sintonizzarci, di entrare in contatto empatico  con gli altri”.

LA LEGALITÀ “Non sempre la legalità coincide con la Giustizia. A volte è necessario andare oltre la legalità, fare ciò che si ritiene giusto, essere obiettori di coscienza. Ed in risposta ad  un’esplicita domanda di uno studente sulla recente  vicenda di Mimmo Lucano,  don Ciotti la definisce come un esempio di  legittima obiezione di coscienza, in cui un uomo si assume il coraggio ed il compito di andare contro la legalità per fare una scelta che ritiene giusta.

LA PAURA “E con la paura, Don Ciotti, come la mettiamo?” gli chiede la nostra studentessa Nunzia, “come si fa a vincere la paura ?”  Non si vince, la paura sta lì. Ma neppure la si fa vincere. E racconta delle minacce di Totò Riina che dal carcere ordina la sua esecuzione, dell’attentato  mafioso subito ad Udine, sventato grazie agli uomini della sua scorta lì presenti  anche ieri (lungo e caloroso applauso del pubblico), delle figure luminose che lo hanno ispirato e che lo sorreggono con il loro  esempio: Pio la Torre, il generale Dalla Chiesa, Giovanni Falcone. Da questi incontri è nata Libera, la sua Associazione, e poi tutto il resto. Le loro storie sono la sua storia. Ed anche la nostra storia. Quella che intendiamo proteggere e conservare, quella che ha dato dignità al nostro Paese e che più di altre interpreta lo spirito illuminato e cosmopolita delle nostre radici culturali, il nostro umanesimo da difendere.

Prof.ssa Patrizia Lucangeli

 

 

IMG-20181011-WA0021

 

 

 

 

 

Post expires at 7:22am on Tuesday 30th October, 2018