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Studentessa dell’ITE Bramante tra i venticinque migliori d’Italia

Napolitano premia Sara Filippini con una medaglia
UN BRIVIDO ha percorso la schiena di Sara Filippini, 19 anni, pesarese, uscita dal Bramante con 100 e lode, quando nel leggere la lettera inviatale dalla Presidenza della Repubblica, ha capito che per meriti scolastici, Giorgio Napolitano le avrebbe dato una medaglia.

«Sara è tra i 25 studenti più bravi d’Italia», conferma soddisfatto il preside Paolo Barchiesi, parallelamente informato del prestigioso riconoscimento dato alla sua alunna da una lettera della Federazione nazionale dei cavalieri del lavoro che promuove la cerimonia di consegna prevista al Palazzo del Quirinale martedì prossimo.

I numeri parlano di “dieci in tutte le materie” per almeno tre anni, massimo dei punteggi nelle tre prove d’esame, unanimità dei giudizi, mentre per chi l’ha vista crescere tra i banchi di scuola, di Sara è giusto dire che: «Insieme alla vocazione per lo studio e la ricerca — osserva Gino Cecchini, insegnante di italiano e storia — ha dimostrato grande disponibilità al confronto, volontà di migliorarsi e di misurarsi con rigore e umiltà». Doti che «unite all’attitudine per le materie affrontate e ambiente fertile — continua Barchiesi — hanno aiutato un talento ad affermarsi». Il 2014 è stata una buona annata per il Bramante: «Della quarantina di cento e lode che abbiamo avuto in tutta la provincia, sei erano nostri ragazzi», osserva Barchiesi. “Crudele” chiedere alla diretta interessata un commento: la giovane non vede l’ora di sottrarsi ai complimenti per poter risalutare i suoi vecchi prof e arrivare in tempo a prendere il treno per Rimini dove frequenta il primo anno di Economia d’impresa dell’Università di Bologna. Sogni? «Trovare un lavoro inerente agli studi fatti». Punti di forza della sua vecchia scuola? «Mi ha preparato bene nelle materie di indirizzo (tanto che al test d’ammissione Filippini è arrivata seconda su 203 candidati) senza trascurare le lingue. Pur non essendo un liceo linguistico, per esempio abbiamo avuto laboratori con insegnanti madrelingua. Il mio desiderio è proprio quello di non disperdere quanto imparato».

Solidea Vitali Rosati

il Resto del Carlino
PESARO ven, 17 ott 2014